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Intervista a Veronica Gentili: Social Media Specialist ed esperta di Facebook Marketing

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Intervista a Veronica Gentili: Social Media Specialist ed esperta di Facebook Marketing

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Un confronto davvero interessante con una delle massime esperte in Italia di Facebook Ads&Marketing, nonchè docente in Social Media Marketing e Web Marketing per le imprese, Veronica Gentili

 

1) Parliamo degli inizi, come ti sei avvicinata alla professione sul web?

 

Ho sempre avuto la passione del digitale, fin da adolescente, passavo ore e ore a navigare su Internet. Mi affascinavano i meccanismi della Rete, ma soprattutto quelli dei social network, ciò che portava le persone a relazionarsi e raccontarsi online e ad un certo punto (ricordo, ero in Inghilterra), mi sono detta: “ma perché non specializzarmi in ciò che mi piace di più? Perché non mettere a frutto i miei talenti in un ambiente, il Web, che tanto mi piace?” e così ho iniziato a studiare. Ore, settimane, mesi. Ed eccoci qui.

 

 

2) Facebook è sempre il re nelle strategie di social marketing? E se sì, perché?

 

Semplicemente perché è il social network più abitato del mondo, con 2 miliardi di utenti e circa 50 minuti trascorsi al suo interno al giorno per utenti. Non solo, offre uno dei sistemi pubblicitari più sofisticati di sempre, questo lo rende un canale impossibile da ignorare, specialmente dalle aziende.

 

 

3) Seguendoti ho apprezzato il modo spesso ironico con cui interagisci online.  Come convincere un cliente poco ferrato con il mondo digital che il lavoro di agency o consulenza non si riduce all’aprire una Facebook Page e che qualche post gratuito settimanale sul proprio sito non è sufficiente?

 

Io ho fatto una scelta anni fa, quella di smettere di arrabbiarmi con i clienti che chiedevano cose assurde per poi rimanere delusi ed “educarli” prima di farli arrivare da me e dalla mia agenzia, in modo che già sapessero cosa aspettarsi, cosa chiedere e, soprattutto, in qualche modo, ci avessero già scelto e non fossimo un’agenzia tra tante alle quali chiedere un preventivo; lo ho fatto attraverso il mio blog e attraverso tutto ciò che condivido online.

Purtroppo  – continua Gentili – ancora scarseggia la consapevolezza tra imprenditori e manager di ciò che significhi abitare la Rete in ottica di business, cosa significhi pensare una strategia multicanale, che il viaggio di acquisto del nostro cliente online non si riduce alla visione di un semplice post o di 2 foto su Facebook; credo sia importante educare il cliente prima di tutto, quindi spiegargli cosa si dovrebbe fare per ottenere risultati.

Se non vuole comprendere o vuole fare di testa sua, probabilmente è meglio non accettare il cliente; meglio un cliente perso, che un potenziale cliente deluso (perché è così che finirà), che parlerà male di noi a chissà quante altre persone.

 

 

 

4) Facebook Marketing Plan: titolo del tuo nuovo libro. Quali i 3 skill più importanti che hai acquisito nella tua attività sul social di Zuckerberg, soprattutto legati all’attività di Facebook Ads?

 

 

Prima di tutto ho imparato che è fondamentale non dare per scontato le nostre idee e credenze quando andiamo a fare advertising; sono i risultati che contano e se ci lasciamo influenzare da ciò che pensiamo funzioni meglio, senza fare test, ci perdiamo l’opportunità di risparmiare (e far risparmiare ai nostri clienti) un bel po’ di soldi.

Insomma, bisogna essere open minded, aperti a tutte le possibilità, flessibili, pronti ad andare dove ci portano i dati.

Inoltre serve anche tanta costanza e soprattutto tanta umiltà nel continuare a studiare continuamente, non credere mai di saperne abbastanza, perché è proprio lì che resti fregato; basta stare “fuori dal giro” per un paio di mesi e cambiano le interfacce, i formati, le regole.

Ultimo, ma non meno importante, bisogna essere portati all’analisi dei dati; io vengo da studi umanistici e non mi sono mai piaciuti granché i numeri, ma ho dovuto imparare che se non li analizzi, se non rifletti sui risultati, non puoi mai migliorare, isolare i fattori di successo e ripeterli, isolare i problemi, eliminarli e migliorare le performance.

 

 

 

 

5) E-commerce, in Italia cresce, ma esistono ancora delle remore.  Un consiglio ai marketer su come renderlo più friendly magari anche a generazioni meno “verdi”?

 

Sicuramente gli ecommerce si vanno sempre più sofisticando e ci sono strumenti a mio avviso davvero molto interessanti per incrementare il tasso di conversione del proprio negozio online, ad esempio una chat che permetta al potenziale acquirente di levarsi immediatamente i dubbi che lo frenano dall’acquisto, ma anche e soprattutto è fondamentale creare un percorso di acquisto semplice, il più possibile rapido, evitando frizioni inutili (e soprattutto di chiedere dati inutili in prima istanza, favorendo l’abbandono immediato); ho visto e-commerce convertire 1 utente su 10 di quelli che aggiungevano merce al carrello, tutto perché il processo di acquisto era farraginoso, soprattutto da mobile.

Ecco un altro aspetto sul quale concentrarsi; rendere l’esperienza di scoperta e acquisto ottimale anche dai dispositivi mobili, sempre più utilizzati.

 

 

Gentili

 

 

6)  Restando su Social e Marketing Strategy: come scegliere i migliori social per la tua azienda?

 

Ho scritto un articolo ad hoc sul mio Blog, in merito; di fatto dobbiamo tener presente innanzitutto a chi ci vogliamo rivolgere (es. un target di nazionalità Cinese più che su Facebook lo potrò meglio intercettare in WeChat), quale budget e risorse abbiamo a disposizione e, ovviamente, che obiettivi abbiamo.
Non ha senso aprire un account su Facebook, uno su Twitter e un altro su Instagram ben sapendo che non potremo gestirli tutti al meglio e qualcuno resterà abbandonato per settimane o gestito in modo amatoriale perché non ci sono risorse. Meglio -sottolinea Gentili –  investire in uno e pianificare l’apertura degli altri più avanti; tutto deve essere frutto di un’accurata analisi e pianificazione, la scelte fatte a caso si pagano con il tempo.

 

 

 

7) Enel ha inaugurato Elen, il suo Chatbot. Non è il primo nè sarà l’ultimo.  Ma è questo il futuro dell’assistenza al cliente?

 

Sembra di sì, lo stesso Facebook sta investendo e investirà moltissimo in Intelligenza Artificiale nei prossimi anni; va detto che siamo agli albori della diffusione dei Chatbot su larga scala, quindi ci sono ancora tantissime remore e dubbi (potranno davvero sostituire assistenti qualificati? In quanti perderanno il lavoro? – si chiede Gentili – Si arriverà alla “disumanizzazione” della Customer Care? E così via), di fatto, se utilizzati con buonsenso, possono davvero aiutare ad ottimizzare i tempi, sia lato consumatore che lato azienda.

Dovremo vedere in quanti in Italia riusciranno ad implementarli bene e, soprattutto, a stimolarne l’utilizzo, per ora ci sono anche diversi casi fallimentari da raccontare.

 

 

8) Parliamo di sistema economico.  Di recente ho letto che solo poco più di un centinaio di Startup hanno raggiunto la fase Scale up in Italia. Pochi incubatori o acceleratori? O cosa manca per dare una spinta a queste realtà giovanili?

 

Purtroppo va detto -prosegue Gentili –  che in Italia ad oggi, nonostante tantissime realtà ci stiano lavorando e stiano facendo passi da gigante, non c’è ancora una cultura (e un sistema fiscale ed economico) che sia di aiuto alle start up; un altro problema che credo si verifichi in molti casi è che, al di là del sogno e della grande idea, non c’è un Business Plan che dimostri fattivamente che ci sono tutti i dati per farcela.

Ho letto che la rivista Fortune ha indicato come motivo principale al quale imputare il fallimento di molte start up il fatto di realizzare prodotti che nessuno vuole; ecco, probabilmente se prima di mettere in piedi tutto il procedimento che porta alla creazione di un’azienda si validasse il proprio progetto e si appurasse che c’è una reale esigenza di mercato, latente o manifesta, forse crescerebbero molte più start up.

 

 

9)Per concludere una domanda che ho di recente fatto a Rudy Bandiera sul proprio ruolo online.  Essere influencer quanto ti responsabilizza e quanto, in qualche modo, influisce sul tuo modo di interagire?

 

Gentili

 

Sapere che ci sono molte persone che seguono i miei consigli, leggono i miei pensieri e mettono in pratica ciò che racconto fa sì che rifletta sempre, almeno 2 volte, prima di pubblicare il tasto “pubblica”; che non ci siano doppi sensi, che il contenuto non possa offendere qualcuno che non vorrei mai offendere, che abbia effettivamente verificato ciò che sto per dire, che sia coerente con il posizionamento che ho scelto.

Sbagliamo anche così, per carità, però molto meno. Il punto è che la Rete è già piena di fuffa e fake news e quello che voglio fare io è dare sempre un contributo rilevante, caratteristico, originale.

Prendo molto sul serio il fatto di avere delle persone che si stimano e si fidano di me nell’universo digitale – conclude Gentili –  e faccio sempre il possibile per rinnovare con ogni mio contributo la loro stima.

 

 

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Blog Content Manager and Editor. Ho lavorato come giornalista presso le redazioni de Il Denaro, del Corriere del Mezzogiorno e ho avuto un'esperienza all'Ansa Esteri. Ho co-fondato e diretto il sito Campaniasuweb.it. In ambito ufficio stampa, ho lavorato cinque anni a Philadelphia, USA, come Public relations specialist. English Guest blogger per l'acceleratore americano Bridges to Italy. Copy writer su diversi siti online.
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