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“Il web abbatte le barriere”: intervista a Claudio Gagliardini

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“Il web abbatte le barriere”: intervista a Claudio Gagliardini

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Esperto in Web Marketing e comunicazione in rete, relatore, speaker e formatore, blogger e autore, Claudio Gagliardini di 6digitale ci parla della sua storia nel web

Partiamo dagli inizi, come ha preso il via la sua vita digitale?

Non sono stato tra i primissimi in Italia, ad appassionarmi ad internet. Ci sono arrivato “tardi”, nella seconda metà degli anni ’90, quando in Italia di siti ce n’erano davvero pochi e

internet era davvero un bel casino, prima che arrivasse Google a fare un po’ d’ordine (e anche qualche altro casino, ovviamente).

Mi sono appassionato prima alla realizzazione di siti, in HTML puro e con i primi CSS, poi di SEO, ma senza mai dimenticare la mia passione per la comunicazione,

per il racconto, per la condivisione, che allora era a senso unico.

Poi – prosegue Gagliardini – arrivò il web 2.0, i blog, i social, e allora capii che sarebbe tutto cambiato in modo radicale.

Smisi di fare siti, mi dedicai completamente ai miei “cavalli di battaglia”, comunicazione e marketing e ora eccomi qui, con parecchi capelli bianchi ma anche molta esperienza in più.

Si comincia con il content, ma quant’è lunga la strada per fare marketing?

Bella domanda, di difficile risposta. In realtà oggi un content ben fatto e supportato da relazioni curate e dalla ricerca di interazione con le persone è già di per sé marketing.

Ed è marketing che funziona, perché non cerca di vendere in prima battuta, decantando doti e qualità di prodotti e servizi, ma aiuta chi fruisce il contenuto ad informarsi,

a capire qualcosa in più, a cercare una scintilla (il caro vecchio insight) e a capire che un’azienda così brava a creare contenuti e a dialogare con le persone,

mettendosi in gioco e in discussione ogni volta, è certamente l’azienda giusta.

 

 

 

I Social Media hanno cambiato il modo di fare comunicazione. Gagliardini, in tre punti, come ci sono riusciti?

Intanto hanno tolto il megafono dalle mani delle aziende e dato a tutti l’opportunità di interagire, di condividere e di dialogare.

In secondo luogo hanno dato valore al linguaggio naturale, alla conversazione, abbattendo barriere e avvicinando le persone.

Terzo punto, estremamente importante, hanno dato alle aziende la possibilità di arrivare in modo più diretto al proprio target, in modo molto più mirato.

Un privilegio di cui molti stanno abusando, dimenticando la lezione del Cluetrain Manifesto (i mercati sono conversazioni) e spingendo ancora più forte su

un concetto di advertising che non ha più ragione di esistere.

‘La nuda verità sul web marketing’ è il titolo del suo ultimo libro, parliamone.

Si tratta di un testo semplice, che ho pensato per le PMI, gli imprenditori, gli esercenti. Un piccolo libro in cui cerco di far passare un concetto semplice:

la rete siamo tutti noi, connessi (New Clues del Cluetrain Manifesto) e nessuno di noi si affaccia su internet e sul web per essere massacrato di pubblicità,

ma per intessere relazioni, per condividere e per interagire con gli altri, aziende comprese. Chi è disposto a capire questo e a usare la rete e i suoi strumenti per interagire e per

coinvolgere le persone sta ottenendo ottimi risultati. Chi, al contrario, si ostina a considerare i propri clienti dei consumatori

e continua a martellarli con la pubblicità, non solo non ottiene nulla dal web, ma si allontana sempre più dalle persone e dalle loro vere esigenze,

lontanissime dalle proposte di molte delle aziende storiche ancora rimaste sul mercato. Comprendere la rete non è semplice, ma senza capire cosa sia usarla è

una vera e propria follia, che ci espone a pericoli molto più grandi delle opportunità che in troppi millantano.


Gagliardini, quali gli errori che più ripetono le aziende nel Content Marketing?

Uno su tutti: l’assoluta autoreferenzialità. Un contenuto che funziona è qualcosa di assolutamente diverso da una pubblicità o da un testo istituzionale.

Qualunque sia la forma, dalla grafica al video, dal testo all’immagine, un content marketing rivolto soltanto alla nostra azienda e ai suoi prodotti e servizi non va da nessuna parte.

Altro grande errore quello di non lasciare spazio a voci terze, dagli esperti di settore agli influencer, dai blogger agli appassionati.

Una voce che deve essere libera e non condizionata e che può trovare spazio sui canali dell’azienda, sui media e sui canali proprietari di chi crea i contenuti.

Gli UGC (User Generated Content) sono una miniera d’oro e averne paura significa rinunciare al senso stesso della rete.

 

Gagliardini

 

 

Spesso è il buzz, l’antico tam tam, che rende un prodotto o fenomeno virale. L’elemento personale quindi conta ancora nelle strategie ads?

Assolutamente si. Quando il buzz è libero, spontaneo e privo di condizionamenti, esso produce effetti strepitosi.

Questo non significa che le aziende non debbano in qualche misura sollecitarlo o favorirlo, ovviamente, ma gli utenti della rete non sono in vendita

e non debbono essere considerati come delle piattaforme di ADV a basso costo, perché le marchette non portano da nessuna parte.

Un sito internet è sempre la propria biz card. Cosa assolutamente non deve mancare in un website di un’impresa?

Basta registrarsi su Google My Business e compilare la scheda attività per capire cosa serva davvero a Google, ai motori di ricerca e alle persone.

La maggior parte dei siti in circolazioni mancano delle informazioni basilari, sono disordinati, troppo creativi, cercano di differenziarsi

in tutti i modi dagli altri disorientando gli utenti. Un sito che funziona bene è invece semplice, sintetico, completo e facile da navigare.


Infine un consiglio a chi cerca di emergere nelle professioni in rete.

Bando all’autoreferenzialità- conclude Gagliardini – all’egocentrismo e alla voglia di emergere in fretta, mettendosi in mostra e cercando visibilità, più che sostanza e qualità.

Per emergere davvero bisogna studiare, provare, lavorare sodo e guardare costantemente il futuro, cercando di capire cosa sta per arrivare e studiandone

le conseguenze, le ricadute e le opportunità.

 

 

 

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Blog Content Manager and Editor. Ho lavorato come giornalista presso le redazioni de Il Denaro, del Corriere del Mezzogiorno e ho avuto un'esperienza all'Ansa Esteri. Ho co-fondato e diretto il sito Campaniasuweb.it. In ambito ufficio stampa, ho lavorato cinque anni a Philadelphia, USA, come Public relations specialist. English Guest blogger per l'acceleratore americano Bridges to Italy. Copy writer su diversi siti online.
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